Una lunghissima amicizia e la condivisione di un percorso valoriale e umano mi legavano da anni e mi legheranno per sempre a Vito Ferrante. In tanti piangiamo la sua morte. In tanti ci siamo stretti a lui solo pochi giorni fa, quando, con la scomparsa della sua amata figlia Vittoria, una parte del suo cuore forse aveva già smesso di battere. La nostra città ha perso un riferimento nel mondo del volontariato, del tessuto sociale. Una perdita non solo per le tante famiglie che ha aiutato attraverso l’Afesopsit, l’associazione da lui fondata tanti anni fa, ma anche per le tante persone che ha incontrato durante la sua vita. Che ha incontrato e che ha sicuramente aiutato. Perché Vito non si è mai voltato dall’altra parte. Tutti coloro che avevano bisogno di aiuto, lui li ascoltava. Il suo non era solo impegno civile, era una missione. In molti ricorderanno le sue battaglie per difendere i diritti umani, in particolar modo quelli delle persone con fragilità psichica. Vito era anche un grande artista. E i suoi valori sapeva come trasmetterli attraverso le sue opere. Caro Vito, tornerò presto alla fattoria; quei semini donati un po’ di anni fa hanno dato i loro frutti, ora ci sono degli alberi. Me lo dicevi sempre, di passare a vedere come stavano crescendo. Mancherai tanto a tutti noi. Alla famiglia Ferrante l’abbraccio più sentito di tutta la città.
Chiara Frontini
Sindaca di Viterbo
